PRETERAX
SERVIERITALIA SpA
PRINCIPIO ATTIVO:
Perindopril tert-butilamina sale 2,00 mg, equivalente a 1,669 mg di perindo-pril; Indapamide 0,625 mg.
ECCIPIENTI:
Silice colloidale idrofoba, lattosio monoidrato, stearato di magnesio, cellulosa micro-cristallina.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:
Antiipertensivo costituito dall`associazione fissa di un inibitoredell`enzima di conversione dell`angiotensina e di un diuretico del segmento corticale di diluizione.
INDICAZIONI:
Ipertensione arteriosa essenziale.
CONTROINDICAZIONI:
PERINDOPRIL:
ipersensibilita` al perindopril o ad ogni altro ACE inibitore; an-tecedente di edema angioneurotico (edema di Quincke) associato a precedente terapia con ACE
inibitori (inibitori dell`enzima di conversione dell`angiotensina); edema angioneurotico ereditarioe idiopatico; gravidanza; allattamento. Questo medicinale e` generalmente sconsigliato in caso di: associazioni con diuretici risparmiatori di potassio, sali di potassio, litio; stenosi bilateraledell`arteria renale o funzionalita` ridotta ad un solo rene; iperkaliemia. I
NDAPAMIDE:
ipersensibilita`ai sulfamidici; insufficienza renale grave (clearance della creatinina <30 ml/min); encefalopatia
epatica; insufficienza epatica grave; ipokaliemia. Questo medicinale e` generalmente sconsiglia-to in caso di associazione con farmaci non antiaritmici che provocano torsioni di punta. P
RETERAX:
in mancanza di esperienze terapeutiche sufficienti, Preterax non deve essere impiegato in:pazienti in dialisi; pazienti con insufficienza cardiaca scompensata non trattata. In caso di dubbio, e` indispensabile chiedere il parere del medico o del farmacista.
EFFETTI INDESIDERATI:
Qualsiasi medicinale puo` avere effetti secondari o indesiderati. Preterax puo`provocare, in alcuni pazienti, effetti piu` o meno fastidiosi quali: P
RETERAX:
la somministrazionedi perindopril inibisce il sistema renina-angiotensina-aldosterone e tende a ridurre la perdita di
potassio indotta dall`indapamide. Nel corso di studi clinici e` stato osservato in alcuni casi uncalo della kaliemia al di sotto di 3,4 mmol/l dopo 12 settimane di trattamento nel 2% dei pazienti trattati con Preterax. Dopo 12 settimane di trattamento il calo medio della kaliemia e` stato di0,10 mmol/l. P
ERINDOPRIL:
sul piano clinico: cefalee, astenia, sensazioni di vertigine, disturbidell`umore e/o del sonno, crampi; ipotensione ortostatica o non; sporadicamente, eruzioni cutanee; dolori epigastrici, anoressia, nausea, dolori addominali, alterazioni del gusto. Con l`uti-lizzo degli inibitori dell`enzima di conversione dell`angiotensina e` stata riferita la comparsa di tosse secca caratterizzata dalla sua persistenza e dalla sua scomparsa alla sospensione deltrattamento. L`eziologia iatrogena deve essere presa in considerazione in presenza di questo sintomo. Raramente: edema angioneurotico (edema di Quincke). Sul piano biologico: aumentomoderato dell`urea e della creatinina plasmatica, reversibile all`arresto del trattamento, piu` spesso riportato in caso di stenosi dell` arteria renale, ipertensione arteriosa trattata con diuretici,insufficienza renale; iperkaliemia, generalmente transitoria. In pazienti particolari (sottoposti a trapianto di rene, emodializzati) sotto trattamento con inibitori dell`enzima di conversionedell`angiotensina, e` stata riportata anemia. I
NDAPAMIDE:
sul piano clinico: gli effetti indesideratisono per la maggior parte dose-dipendenti. In caso di insufficienza epatica, possibilita` di comparsa di encefalopatia epatica. Reazioni di ipersensibilita`, principalmente a livello dermatologi-co, in soggetti predisposti a manifestazioni allergiche e asmatiche. Eruzioni maculopapulose, porpora, possibilita` di aggravamento di un lupus eritematoso acuto sistemico preesistente.Nausea, costipazione, secchezza delle fauci, vertigini, astenia, parestesie, cefalee, raramente constatati e in genere reversibili con una riduzione della posologia. Raramente: pancreatite. Sulpiano biologico: gli effetti indesiderati sono per la maggior parte dose-dipendenti. Deplezione potassica con ipokaliemia particolarmente grave in alcuni pazienti a rischio. Iponatremia conipovolemia che provoca disidratazione e ipotensione ortostatica. La perdita contemporanea di ioni cloruro puo` provocare un`alcalosi metabolica compensatoria; l`incidenza e l`intensita` diquesto effetto sono modeste. Innalzamento dei livelli di uricemia e glicemia durante il trattamento; l`impiego di questi diuretici dovra` essere valutato a fondo per i pazienti diabetici e affettida gotta. Gli effetti a livello ematico sono molto piu` rari: trombocitopenia, leucopenia, agranulocitosi, anemia emolitica e/o da aplasia midollare. Raramente: ipercalcemia.
PRECAUZIONI D`IMPIEGO:
Utilizzare Preterax con precauzione in caso di:
PRETERAX:
Insufficienzarenale: in caso di insufficienza renale grave (clearance della creatinina <30 ml/min), il trattamento e` controindicato. In alcuni pazienti ipertesi senza lesione renale apparente preesistentema con insufficienza renale funzionale conclamata, il trattamento deve essere sospeso ed eventualmente ripreso a posologia ridotta oppure con uno solo dei componenti. La pratica cor-rente deve prevedere per questi pazienti un controllo periodico della potassiemia e della creatininemia dopo 14 giorni di trattamento e successivamente ogni 2 mesi in periodo di stabilita`terapeutica. E` stata riscontrata insufficienza renale principalmente nei pazienti con grave insufficienza cardiaca o sottostante patologia renale, compresa la stenosi dell`arteria renale. Ipoten-sione e squilibrio idroelettrolitico
:
esiste il rischio di ipotensione improvvisa in presenza di preesistente deplezione sodica (in particolare in pazienti con stenosi dell`arteria renale). Pertan-to i segni clinici di squilibrio idro-elettrolitico, che puo` sopraggiungere in occasione di un episodio intercorrente di diarrea o di vomito, devono essere sistematicamente ricercati. Deveessere effettuato un controllo regolare degli elettroliti plasmatici di questi pazienti. Una marcata ipotensione puo` richiedere una perfusione endovenosa di soluzione salina isotonica. Una ipo-tensione transitoria non costituisce controindicazione al proseguimento del trattamento. Una volta ristabilita la volemia e con una pressione arteriosa soddisfacente, e` possibile riprendere iltrattamento a posologia ridotta oppure con uno solo dei componenti. Kaliemia: l`associazione perindopril + indapamide non esclude la comparsa di una ipokaliemia, soprattutto nei pazientidiabetici o con insufficienza renale. Come per ogni altro antiipertensivo contenente un diuretico, deve essere effettuato un controllo regolare del potassio plasmatico.
PERINDOPRIL:
Tosse: a se-guito di somministrazione degli inibitori dell`enzima di conversione dell`angiotensina e` stata riportata la comparsa di una tosse secca, le cui caratteristiche sono la persistenza e lascomparsa dopo interruzione del trattamento. In presenza di questo sintomo si deve considerare una possibile eziologia iatrogena. Nel caso in cui la prescrizione di un inibitore dell`enzimadi conversione dell`angiotensina sia indispensabile, si puo` proseguire con il trattamento. Bambini: nei bambini l`efficacia e la tollerabilita` del perindopril, solo o in associazione, non sono sta-te accertate. Rischio di ipotensione arteriosa e/o di insufficienza renale (in caso di insufficienza cardiaca, di deplezione idrosalina, ecc.): e` stata osservata una stimolazione no-tevole del sistema renina-angiotensina-aldosterone in particolare nel corso di deplezioni idrosaline importanti (stretto regime iposodico o trattamento diuretico prolungato) in pazienti conpressione arteriosa inizialmente bassa, in caso di stenosi arteriosa renale, di insufficienza cardiaca congestizia o di cirrosi edemato-ascitica. Il blocco di questo sistema da parte di un inibi-tore dell`enzima di conversione dell`angiotensina puo` allora provocare, soprattutto alla prima assunzione e nel corso delle prime due settimane di trattamento, un brusco calo pressorio e/oun innalzamento della creatinina plasmatica segno di un`insufficienza renale funzionale; occasionalmente questa puo` essere ad insorgenza acuta benche` raramente e dopo un intervallo ditempo variabile. In questi casi, il trattamento deve essere iniziato a piu` basso dosaggio e aumentato progressivamente. Pazienti anziani: prima dell`inizio del trattamento devono esserecontrollate la funzionalita` renale e la kaliemia. Il dosaggio iniziale deve essere adattato ulteriormente in funzione della risposta pressoria, in particolare in caso di deplezione idrosalina, perevitare la comparsa di improvvisa ipotensione. Pazienti con aterosclerosi nota: poiche` il rischio di ipotensione e` presente in tutti i pazienti, si dovra` essere particolarmente prudenti con queipazienti affetti da cardiopatia ischemica o insufficienza circolatoria cerebrale, iniziando il trattamento a basso dosaggio. Ipertensione nefrovascolare: il trattamento dell`ipertensione arteriosanefrovascolare e` la rivascolarizzazione. Tuttavia, gli inibitori dell`enzima di conversione dell`angiotensina possono risultare utili per quei pazienti affetti da un`ipertensione nefrovascolare inattesa di un intervento chirurgico correttore o quando esso non e` possibile. Il trattamento deve allora essere iniziato in ambiente ospedaliero, a basso dosaggio e sotto stretto controllo dellafunzione renale e della kaliemia, poiche` alcuni pazienti hanno sviluppato un`insufficienza renale funzionale, rivelatasi reversibile con l`interruzione del trattamento. Altri pazienti a rischio
:
neipazienti con insufficienza cardiaca grave (stadio IV) o nei pazienti diabetici insulino-dipendenti (tendenza spontanea all`iperkaliemia), il trattamento deve avvenire sotto stretto controllo medi-co e ad una posologia iniziale ridotta. Non interrompere un eventuale trattamento con beta-bloccanti nel paziente iperteso con insufficienza coronarica; l`ACE-inibitore deve essere associatoal beta-bloccante. Anemia: casi di anemia sono stati riportati in pazienti sottoposti a trapianto di rene o dializzati, con un calo dei tassi di emoglobina tanto piu` marcato quanto piu` alti eranoi valori iniziali. Tale effetto non sembrerebbe dose-dipendente, ma potrebbe essere legato al meccanismo d`azione degli inibitori dell`enzima di conversione dell`angiotensina. Si tratta di uncalo moderato, che sopraggiunge nel giro di 1-6 mesi, e resta in seguito stabile. E` reversibile all`arresto del trattamento. In questo tipo di pazienti, il trattamento puo` essere proseguito, effet-tuando regolarmente un controllo ematologico. Intervento chirurgico: in caso di anestesia, ed a maggior ragione se l`anestesia e` effettuata con agenti a potenziale ipotensivo, gli inibitoridell`enzima di conversione dell`angiotensina possono provocare ipotensione. L`interruzione del trattamento, se possibile, e` quindi raccomandata 48 ore prima dell`intervento chirurgico per gliinibitori dell`enzima di conversione dell`angiotensina a lunga durata d`azione, come il perindopril. Stenosi aortica / cardiomiopatia ipertrofica: gli ACE inibitori devono essere utilizzati con cautelain pazienti con ostruzione del tratto d`efflusso del ventricolo sinistro. I
NDAPAMIDE:
Equilibrio idro-elettrolitico: Natriemia: deve essere controllata prima di iniziare il trattamento; un controllo deve
essere effettuato anche in seguito, ad intervalli regolari. Un trattamento diuretico puo` infatti pro-vocare iponatriemia, con conseguenze a volte gravi. Il calo della natriemia puo` essere inizialmente asintomatico; un controllo regolare e` quindi indispensabile e deve essere effettuato ancor piu` di frequente nei pazienti a rischio, come il paziente anziano ed i cirrotici. Kaliemia: ladeplezione potassica con ipokaliemia rappresenta il rischio maggiore dei diuretici tiazidici e similari. Il rischio di comparsa di ipokaliemia (< 3,4 mmol/l) deve essere prevenuto in alcuni pa-zienti a rischio quali gli anziani e/o denutriti e/o politrattati, i cirrotici con edema e ascite, i coronaropatici ed i pazienti con insufficienza cardiaca. In questi casi, infatti, l`ipokaliemia po-tenzia la tossicita` cardiaca dei digitalici ed il rischio di turbe del ritmo cardiaco. Anche i soggetti con intervallo QT lungo, di origine sia congenita che iatrogena, sono a rischio. L`ipokaliemia,come pure la bradicardia, agiscono da fattori predisponenti alla comparsa di turbe gravi del ritmo cardiaco, soprattutto di torsioni di punta, potenzialmente fatali. In tutti questi casi, sono ne-cessari controlli piu` frequenti della kaliemia. Il primo controllo del potassio plasmatico deve essere effettuato nel corso della prima settimana di trattamento. La constatazione di ipokaliemiaimplica la sua immediata correzione. Calcemia: i diuretici tiazidici e similari possono ridurre l`escrezione urinaria del calcio e provocare un aumento leggero e transitorio della calcemia.Un`ipercalcemia marcata puo` essere correlata ad un iperparatiroidismo non diagnosticato; in questo caso interrompere il trattamento prima di esplorare la funzione paratiroidea. Glicemia:e` importante, nei pazienti diabetici, effettuare un controllo della glicemia soprattutto in presenza di ipokaliemia. Acido urico: nei pazienti iperuricemici, puo` aumentare la tendenza ad attacchidi gotta. Funzione renale e diuretici: i diuretici tiazidici e similari sono pienamente efficaci solamente se la funzione renale e` normale o poco alterata (creatininemia inferiore a valori dell`ordinedi 25 mg/l, ovvero 220 umol/l nell`adulto). Nel soggetto anziano, il valore della creatininemia deve essere correlato all`eta`, al peso e al sesso del paziente, secondo la formula di Cockroft:C1
cr = (140-eta`) x peso/0,814 x creatininemia; con: l`eta` espressa in anni, il peso espresso inKg, la creatininemia espressa in micromol/l. Questa formula e` valida per i soggetti anziani di
sesso maschile e deve essere corretta per le donne moltiplicando il risultato per 0,85. L`ipovolemia, dovuta alla perdita di acqua e di sodio causata dal diuretico ad inizio trattamento, provocauna riduzione della filtrazione glomerulare. Ne puo` derivare un aumento dell`urea ematica e della
creatininemia. Questa insufficienza renale funzionale transitoria non provoca conseguenze nelpaziente con funzione renale normale, ma puo` invece aggravare un`insufficienza renale preesistente. Sportivi: si deve richiamare l`attenzione degli sportivi sul fatto che questa specialita` me-dicinale contiene un principio attivo che puo` indurre una reazione positiva ai test di controllo antidoping. In caso di dubbio non esitare a chiedere il parere del medico o del farmacista.
AVVERTENZE SPECIALI:
PERINDOPRIL:
Rischio di neutropenia/agranulocitosi in pazienti immunode-pressi: il rischio di neutropenia sembra essere correlato alla dose e al tipo di paziente ed e` dipendente dallo stato clinico del paziente. Rararamente e` stata osservata in pazienti senza altrecomplicanze, ma puo` verificarsi in pazienti con un certo grado di insufficienza renale specialmente quando associata a collagenopatie, quali ad esempio lupus eritematoso sistemico, scle-rodermia e a terapia con agenti immunosoppressori. E` reversibile dopo la sospensione dell`ACE inibitore. Il rigoroso rispetto della posologia indicata sembra rappresentare la migliore preven-zione a tali manifestazioni. Tuttavia, se un inibitore dell`enzima di conversione dell`angiotensina deve essere somministrato in questo tipo di pazienti, il rapporto rischio/beneficio dovra` essereaccuratamente valutato. Edema angioneurotico (edema di Quincke): un angioedema al volto, alle estremita`, alle labbra, alla lingua, alla glottide e/o alla laringe e` stato raramente segnalato inpazienti trattati con un inibitore dell`enzima di conversione dell`angiotensina, perindopril incluso. In questi casi, il trattamento con perindopril deve essere immediatamente sospeso ed il pazientetenuto sotto osservazione fino a completa scomparsa dell`edema. Nel caso di edema limitato al volto e alle labbra, l`evoluzione e` generalmente regressiva in assenza di trattamento, benche`gli antistaminici possano essere utilizzati per dare sollievo ai sintomi. L`angioedema associato ad un edema laringeo puo` essere fatale. Nel caso di edema alla lingua, alla glottide o alla laringe,che puo` provocare l`ostruzione delle vie aeree, una soluzione di adrenalina sottocutanea a
1:
1000 (da 0,3 ml a 0,5 ml) deve essere rapidamente iniettata e devono essere intraprese leopportune misure terapeutiche. In seguito, non deve piu` essere effettuata a questi pazienti la prescrizione di un inibitore dell`enzima di conversione dell`angiotensina. I pazienti con antece-dente di edema di Quincke non legato all`assunzione di un inibitore dell`enzima di conversione dell`angiotensina presentano un rischio superiore di comparsa dell`edema di Quincke quandotrattati con un inibitore dell`enzima di conversione dell`angiotensina. Reazioni anafilattiche durante trattamento di desensibilizzazione: in pazienti in terapia con ACE inibitori, sottoposti a untrattamento desensibilizzante per punture di imenotteri (api, vespe) sono stati riportati casi isolati di reazioni anafilattoidi severe e a rischio di vita per il soggetto. Gli ACE inibitori devono es-sere impiegati con cautela in pazienti allergici desensibilizzati ed evitati in quelli che si stanno sottoponendo a immunoterapia. Tuttavia, tali reazioni possono essere prevenute sospendendo
temporaneamente l`ACE inibitore, almeno 24 ore prima di intraprendere il trattamento di desen-sibilizzazione, in quei pazienti che necessitano sia del trattamento con ACE inibitori che del trattamento di desensibilizzazione. Reazioni anafilattiche con l`impiego di membrane filtranti
:
inpazienti in terapia con ACE inibitori e in emodialisi con membrane high-flux o sottoposti ad aferesi delle lipoproteine a bassa densita` con adsorbimento su destran solfato sono stati riportaticasi di reazioni anafilattoidi severe e a rischio di vita per il soggetto. Gli ACE inibitori non devono essere somministrati a pazienti in emodialisi con membrane high-flux o sottoposti ad aferesidelle LDL con adsorbimento su destran solfato. Tuttavia, tali reazioni possono essere prevenute sospendendo temporaneamente l`ACE inibitore, almeno 24 ore prima di intraprendere il tratta-mento, in quei pazienti che necessitano di assumere ACE inibitori e di essere contemporaneamente sottoposti ad aferesi.
I NDAPAMIDE:
in caso di affezione epatica, i diuretici tiazidici esimilari possono provocare un`encefalopatia epatica. In questi casi, la somministrazione del diuretico deve essere immediatamente sospesa.
USO IN GRAVIDANZA:
Per la presenza di un inibitore dell`enzima di conversione dell`angiotensina,Preterax e` controindicato durante la gravidanza e l`allattamento. P
ERINDOPRIL:
Gravidanza: nonsono stati effettuati studi adeguati nella donna. Gli ACE inibitori attraversano la placenta e possono causare morbi-mortalita` fetale e neonatale se somministrati a donne in gravidanza.L`esposizione del feto agli ACE inibitori durante il 2-o e 3-o trimestre della gravidanza e` stata associata a ipotensione neonatale, insufficienza renale, malformazioni del viso o del cranio e/omorte. E` stata riportata l`insorgenza di oligoidramnios nella madre quale effetto di una riduzione della funzione renale nel feto. In associazione con oligoidramnios sono state riportate: contrat-ture a carico degli arti, deformazioni cranio-facciali, sviluppo di ipoplasia polmonare e ritardo della crescita intrauterina. I neonati esposti in utero agli ACE inibitori, devono essere strettamen-te controllati per la possibile comparsa di ipotensione, oliguria e iperkaliemia. La oliguria deve essere trattata supportando la pressione sanguigna e la perfusione renale. Sono stati inoltre ri-portati ritardo della crescita intrauterina, prematurita`, dotto arterioso pervio e morte fetale, ma non e` chiaro se siano correlati agli ACE inibitori o alla concomitante patologia materna. Non siconosce se l`esposizione limitata al 1-o trimestre possa provocare effetti avversi al feto. Le donne che entrano in gravidanza durante il trattamento con ACE inibitori devono essere informatedel potenziale rischio per il feto. Allattamento: gli ACE inibitori possono essere escreti nel latte materno ed il loro effetto sul lattante non e` conosciuto. Si raccomanda di non allattare alle don-ne in trattamento con ACE inibitori. I
NDAPAMIDE:
Gravidanza: di regola, la somministrazione didiuretici deve essere evitata nella donna in gravidanza e non costituire mai il trattamento di edemi fisiologici dovuti alla gravidanza, che non necessitano quindi di trattamento. I diuretici pos-sono infatti provocare ischemia fetoplacentare, con un rischio di diminuito accrescimento fetale. I diuretici restano tuttavia un elemento essenziale del trattamento degli edemi di originecardiaca, epatica e renale che si possono verificare nella donna in gravidanza. Allattamento: l`indapamide viene escreta in piccole quantita` nel latte materno. Tuttavia, non deve essere utilizzatadurante l`allattamento per: una riduzione, che puo` arrivare fino alla soppressione, della secrezione lattea; gli effetti indesiderati, soprattutto biologici (kaliemia); l`appartenenza al gruppo deisulfamidici, con rischio di allergie e di ittero nucleare.
EFFETTI SULLA GUIDA E USO DI MACCHINARI:
PERINDOPRIL, INDAPAMIDE,
PRETERAX:
i due componenti e Pre-terax non modificano il livello di vigilanza; tuttavia possono sopraggiungere in alcuni pazienti delle reazioni individuali dovute ad un calo della pressione arteriosa, soprattutto ad inizio deltrattamento o al momento dell`associazione con un altro farmaco antiipertensivo. Di conseguenza, la capacita` di guidare veicoli o di utilizzare macchinari puo` risultare ridotta.
INTERAZIONI:
Per evitare eventuali interazioni medicamentose e` necessario segnalare sistema-ticamente al medico o al farmacista qualsiasi altro trattamento in corso. P
RETERAX:
Associazionisconsigliate: Litio: un aumento della litiemia puo` provocare sintomi da sovradosaggio, come in
regime iposodico (riduzione dell`escrezione renale del litio). In caso di necessita` di un tratta-mento con un inibitore dell`enzima di conversione dell`angiotensina associato a un diuretico risparmiatore di potassio, deve essere effettuato un controllo rigoroso della litiemia e la posologiadeve essere adattata. Associazioni che necessitano di particolari precauzioni d`impiego: Antidiabetici (insulina, sulfamidici ipoglicemizzanti): descritto per il captopril e l`enalapril. L`utilizzodegli inibitori dell`enzima di conversione dell`angiotensina puo` provocare un potenziamento dell`effetto ipoglicemizzante nel diabetico trattato con insulina o sulfamidici ipoglicemizzanti. Lacomparsa di malesseri da ipoglicemia e` molto rara (miglioramento della tolleranza al glucosio che comporterebbe una riduzione delle necessita` di insulina). Baclofene: potenziamento dell`ef-fetto antiipertensivo. Controllo della pressione arteriosa e della funzione renale; adattamento della posologia dell`antiipertensivo, se necessario. FANS (via sistemica), salicilati ad alto do-saggio: insufficienza renale acuta nel paziente disidratato (riduzione della filtrazione glomerulare). Idratare il paziente; sorvegliare la funzione renale all`inizio del trattamento. Associazioni datenere sotto sorveglianza
:
antidepressivi imipramino-simili (triciclici), neurolettici: potenziamento dell`effetto antiipertensivo e potenziamento del rischio di ipotensione ortostatica (effettoadditivo). Corticosteroidi, tetracosactide: riduzione dell`effetto antiipertensivo (ritenzione idrosalina da parte dei corticosteroidi).
PERINDOPRIL:
Associazioni sconsigliate: Diuretici risparmia-tori di potassio (spironolattone, triamterene, soli o in associazione.), sali di potassio: iperkaliemia (potenzialmente letale), soprattutto in caso di insufficienza renale (aumento deglieffetti iperkaliemizzanti). Non associare agenti iperkaliemizzanti ad un inibitore dell`enzima di conversione dell`angiotensina, se non in caso di ipokaliemia. Farmaci anestetici: gli ACE inibi-tori possono potenziare l`effetto ipotensivo di alcuni farmaci anestetici. Allopurinolo, citostatici o agenti immunosoppressori, corticosteroidi sistemici o procainamide: la somministrazioneconcomitante con ACE inibitori puo` portare a un incremento del rischio di leucopenia. Agenti antiipertensivi: potenziamento dell`effetto ipotensivo degli ACE inibitori.
I NDAPAMIDE:
Associa-zioni sconsigliate: Farmaci non antiaritmici che prolungano l`intervallo QT o provocano torsioni di punta (astemizolo, bepridil, eritromicina ev, alofantrina, pentamidina, sultopride, terfenadina,vincamina): torsioni di punta (l`ipokaliemia e` un fattore predisponente, come la bradicardia ed un intervallo QT lungo preesistente). Utilizzare sostanze che non presentano l`inconveniente diprovocare torsioni di punta in caso di ipokaliemia. Associazioni che necessitano di particolari precauzioni d`impiego: FANS (via sistemica), salicilati ad alto dosaggio: possibile riduzionedell`effetto antiipertensivo dell`indapamide. Insufficienza renale acuta in pazienti disidratati (riduzione della filtrazione glomerulare). Idratare il paziente; sorvegliare la funzione renale all`iniziodel trattamento. Farmaci ipokaliemizzanti: amfotericina B (via ev), glico e mineralcorticoidi (via sistemica), tetracosactide, lassativi stimolanti: potenziamento del rischio di ipokaliemia (effettoadditivo). Sorveglianza della kaliemia e, se necessario, correzione; da tenere particolarmente sotto controllo in caso di terapia digitalica. Utilizzare lassativi non stimolanti. Digitalici: l`ipoka-liemia favorisce gli effetti tossici dei digitalici. Sorveglianza della kaliemia, ECG e, se necessario, riconsiderare il trattamento. Associazioni da tenere sotto sorveglianza: diuretici risparmiatoridi potassio (amiloride, spironolattone, triamterene): l`associazione razionale, utile per alcuni pazienti, non esclude la comparsa di ipokaliemia o, in particolare nei pazienti con insufficienza re-nale e nei diabetici, di iperkaliemia. Sorvegliare la kaliemia, l`ECG e, se necessario, riconsiderare il trattamento. Farmaci antiaritmici che provocano torsioni di punta: antiaritmici del gruppo Ia(chinidina, idrochinidina, disopiramide), amiodarone, bretilio, sotalolo: torsioni di punta (l`ipokaliemia e` un fattore predisponente, come la bradicardia ed un intervallo QT lungo preesistente).
Prevenzione dell`ipokaliemia e, se necessario, correzione; sorveglianza dell`intervallo QT. Incaso di torsioni di punta, non somministrare antiaritmici ma ricorrere alla cardioversione elettrica. Metformina: acidosi lattica dovuta alla metformina scatenata da una eventuale insuffi-cienza renale funzionale legata ai diuretici e piu` specificamente ai diuretici dell`ansa. Non utilizzare la metformina se la creatininemia supera 15 mg/litro (135 micromol/litro) nell`uomo e12 mg/litro (110 micromol/litro) nella donna. Mezzi di contrasto iodati: in caso di disidratazione provocata dai diuretici, potenziamento del rischio di insufficienza renale acuta, in particolare aforte dosaggio di mezzi di contrasto iodati. Reidratazione prima della somministrazione del mezzo iodato. Antidepressivi imipramino-simili (triciclici), neurolettici: potenziamento dell`effet-to antiipertensivo e potenziamento del rischio di ipotensione ortostatica (effetto additivo). Calcio (sali di): rischio di ipercalcemia per riduzione dell`eliminazione del calcio per via urinaria.Ciclosporina: rischio di aumento della creatininemia senza variazione dei tassi circolanti di ciclosporina, anche in assenza di deplezione idrosalina. Corticosteroidi, tetracosactide (via siste-mica): Riduzione dell`effetto antiipertensivo (ritenzione idrosalina da parte dei corticosteroidi).
POSOLOGIA:
Uso orale. Una compressa di Preterax al giorno in unica assunzione, preferibilmenteal mattino e comunque prima di un pasto. In caso di mancata regolazione della pressione arteriosa, la posologia puo` essere portata a 2 compresse di Preterax o 1 compressa di PreteraxForte. Pazienti anziani: Il trattamento deve essere iniziato alla posologia usuale di 1 compressa di Preterax al giorno. Pazienti con insufficienza renale
:
in caso di insufficienza renale grave(clearance della creatinina < 30 ml/min), il trattamento e` controindicato. Nei pazienti con clearance della creatinina uguale o superiore a 30 ml/min, non e` necessario modificare la posolo-gia. La pratica medica corrente deve prevedere un controllo frequente della creatininemia e della potassiemia. Bambini: Preterax non deve essere somministrato a pazienti in eta` pediatrica inquanto, in questi ultimi, non sono state accertate l`efficacia e la tollerabilita` del perindopril da solo o in associazione. In ogni caso, attenersi scrupolosamente alla prescrizione del medico.Durata del trattamento: attenersi alla prescrizione del medico.
OMISSIONE DI UNA O PIU` DOSI:
Consultare il vostro medico. Se si dimentica di assumere una compres-sa, non assumere una doppia dose il giorno successivo.
SOVRADOSAGGIO:
L`effetto piu` ricorrente, in caso di sovradosaggio, e` l`ipotensione, a volte associa-ta a nausea, vomito, crampi, vertigini, sonnolenza, stato confusionale, oliguria fino all`anuria (per ipovolemia). Possono sopraggiungere anche disturbi dell`equilibrio idroelettrolitico (ipona-tremia, ipokaliemia). Le prime misure da prendere consistono nell`eliminare rapidamente i(l) prodotto(i) ingerito(i) con lavanda gastrica e/o somministrazione di carbone attivo e ripristinarerapidamente l`equilibrio idroelettrolitico fino a normalizzazione in un centro specializzato. In caso di marcata ipotensione, e` consigliabile porre il paziente in posizione supina, a testa bassae, se necessario, effettuare una perfusione ev di soluzione isotonica di cloruro di sodio o qualunque altro mezzo di espansione volemica. Il perindoprilato, metabolita attivo del perindopril,e` dializzabile.
SCADENZA E NORME DI CONSERVAZIONE:
Conservate a temperatura inferiore a 30-oC.