A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Home > P > PEMINE





PEMINE

ELILILLY ITALIA SpA
PRINCIPIO ATTIVO:
Penicillamina cloridrato.
ECCIPIENTI:
Lattosio, magnesio stearato.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:
Antidoti. Antinfiammatori ed antireumatici.
INDICAZIONI:
Artrite reumatoide grave in fase attiva. Morbo di Wilson (o degenerazione epato-lenticolare). Intossicazioni professionali, accidentali o terapeutiche da piombo ed oro. Cistinuria
o Cistinosi. Test di Ohlsson per la diagnosi dell`intossicazione da piombo.
CONTROINDICAZIONI:
Non esistono probabilmente controindicazioni assolute all`impiego dellaPemine, particolarmente nella terapia del Morbo di Wilson, di cui rappresenta il trattamento di
scelta.
EFFETTI INDESIDERATI:
Manifestazioni cutanee: le reazioni alla Pemine che si verificano piu` frequen-temente sono quelle a carico della cute. Queste lesioni possono essere localizzate o generalizzate, di tipo eritematoso, maculopapulare od orticarioide, con o senza prurito. Tali eruzionitendono a comparire precocemente nel corso della terapia, generalmente dall`8-o al 10-o giorno e possono associarsi ad ingrossamento dei linfonodi, congestione delle mucose ed a males-sere generale. Tali reazioni possono tuttavia essere superate e la terapia continuata se si sospende la Pemine, si somministra prednisone alla dose di 20 mg al giorno fino alla scomparsadell`eritema, si attendono altri tre giorni e poi si ricomincia la somministrazione di Pemine alla dose di 250 mg al giorno. Un secondo tipo di reazione e` rappresentato da secchezza e desqua-mazione cutanea, che talora possono manifestarsi come rare manifestazioni tardive della terapia, causate da una carenza di vitamina B6. Queste reazioni sono in genere transitorie. In alcunipazienti che avevano ricevuto dosi di Pemine superiori ai 2 g al giorno, sono state osservate tendenze emorragiche cutanee, particolarmente in corrispondenza dei punti di maggiore attrito(ginocchia e gomiti). Manifestazioni renali: si puo` avere danno renale, la cui manifestazione piu` precoce e` la comparsa di proteinuria. E` consigliabile pertanto effettuare esami periodici delleurine. Alla comparsa di proteinuria, e` consigliabile sospendere il farmaco per poi somministrarlo in dosi ridotte dopo un certo intervallo. Proteinuria, associata o no ad edema, si puo` manife-stare sia nella prima fase del trattamento che dopo mesi od anni. Fenomeni di ipersensibilita` generale o allergica alla Pemine non si sono verificati nella maggior parte dei pazienti affetti daproteinuria semplice. Manifestazioni ematologiche: non e` rara una granulocitopenia nelle prime settimane del trattamento, ma essa generalmente migliora in maniera spontanea. L`agranuloci-tosi sembra essere molto rara nei pazienti affetti da Morbo di Wilson. Eosinofilia si verifica di frequente anche in assenza di segni evidenti di allergia, ma cio` non implica la sospensione deltrattamento. Lo stesso dicasi per la trombocitopenia e la trombocitosi che sono normalmente transitorie. Talora e` stata osservata positivita` per il fenomeno Lupus eritematoso. Qualora il nu-mero delle piastrine dovesse scendere a valori inferiori a 210.000/mm
3, o quello dei leucociti a
valori inferiori a 2.500/mm3, ovvero se il loro numero dovesse subire tre successive diminuzio-ni, bisogna prendere in considerazione la possibilita` di interrompere il trattamento. Febbre: nelle
fasi iniziali del trattamento e` possibile osservare risposte febbrili alla Pemine che cessano rapi-damente. Manifestazioni neurologiche: perdita o diminuzione del senso del gusto. Il decorso clinico dell`alterazione del senso del gusto e` piuttosto costante ed e` probabilmente dovutoall`esaurimento delle riserve di rame dell`organismo. Il gusto del salato o del dolce sono i primi a scomparire. Sospendendo la Pemine, si torna alla normalita` entro due mesi. E` utile sommi-nistrare piccole quantita` di rame a quei pazienti che lamentano la perdita del gusto. Altre manifestazioni: anemia emolitica, Lupus eritematoso secondario, sindromi simil-miasteniche (similiall`astenia muscolare), pemfigo (manifestazione cutanea caratterizzata da eruzioni bollose), sindrome di Goodpasture, sindrome di Stevens-Johnson ed artrite reumatoide.
PRECAUZIONI D`IMPIEGO:
Il trattamento con Pemine deve essere eseguito solo sotto stretto con-trollo del medico curante. Nel trattamento di lunga durata e` opportuno somministrare vitamina
B6 alla dose di 50 mg due volte alla settimana per ovviare all`attivita` antipiridossinica (anti-B 6)del farmaco. Periodici esami delle urine e del sangue (esame emocromocitometrico) debbono essere eseguiti per svelare alterazioni di grado tale da giustificare l`interruzione della terapia.Nelle alterazioni del senso del gusto, generate dal trattamento, sono stati ottenuti miglioramenti con la somministrazione di solfato di rame. E` stato infatti osservato che la somministrazionedi 5-15 mg di solfato di rame possono essere sufficienti ad impedire il verificarsi di questo inconveniente per almeno 15 giorni. Intense reazioni di tipo allergico possono richiedere proce-dure di desensibilizzazione o il trattamento con cortisonici od antistaminici. Si raccomanda che la Penicillamina sia somministrata gradualmente a nuovi pazienti, iniziando con una dose di 250mg, senza raggiungere la dose piena prima che sia trascorso almeno un mese e, preferibilmente, oltre il 1-o mese. A causa della lentezza della risposta al Pemine, il trattamento preesistentedell`artrite reumatoide mediante analgesici, antiinfiammatori o steroidi deve essere mantenuto all`inizio e solo piu` tardi ridotto gradualmente.
AVVERTENZE SPECIALI:
E` possibile ridurre la frequenza e la gravita` degli effetti indesiderati sommini-strando gradualmente la dose iniziale di Pemine e utilizzando basse dosi di mantenimento. Analisi del sangue (leucociti e piastrine) e analisi delle urine per controllare la proteinuria el`ematuria devono essere ripetute per tutto il periodo del trattamento ad intervalli mensili. Durante le prime sei settimane questi esami devono essere eseguiti ad intervalli settimanali o bisetti-manali. Se si nota un abbassamento del numero dei leucociti e delle piastrine in tre successivi controlli, e` opportuno interrompere la terapia anche se i valori dovessero rimanere nei limiti del-la norma. Interrompendo la somministrazione di Pemine a causa di un abbassamento delle piastrine (inferiore a 120.000/mm3) o a neutropenia (inferiore a 2.000/mm 3), la normalizzazionedel quadro ematico si verifica rapidamente e si potra` tentare quindi di ricominciare la terapia con la penicillamina. La dose iniziale, in questo caso, non dovra` superare i 250 mg al giorno.Tale dosaggio dovra` essere mantenuto per quattro settimane, prima di riaumentarlo in maniera graduale. La proteinuria dovra` essere misurata nelle 24 ore. Un aumento progressivo della pro-teinuria o la comparsa di ematuria significativa, possono motivare un`interruzione della terapia. L`eventuale comparsa rapida di una eruzione cutanea, a meno che non sia grave, risponde altrattamento con ciproeptadina associata ad una riduzione temporanea della dose di Pemine. La somministrazione di 900 mg di Pemine in un soggetto normale aumenta di quattro volte l`escre-zione urinaria di piombo nelle 48 ore che seguono alla sua somministrazione; trascorso tale periodo i valori decadono rapidamente. Non sono descritti in letteratura effetti della Pemine sullecapacita` di guida e sull`uso di macchinari.
USO IN GRAVIDANZA:
Non e` nota la sicurezza della Pemine durante la gravidanza, anche se nume-rose gravidanze sono state portate a termine con successo senza effetti sfavorevoli sul feto.
INTERAZIONI:
La Pemine forma complessi con alcuni metalli tra cui il ferro. Si deve pertanto evi-tare la somministrazione contemporanea di sali di ferro.
POSOLOGIA:
ARTRITE REUMATOIDE:
Per le prime due settimane di trattamento si consiglia di nonsuperare la dose giornaliera di due capsule, aumentando progressivamente il dosaggio della stessa quantita` e ad intervalli di due settimane o piu`, fino a raggiungere una dose giornaliera di12 capsule, come esemplificato dal seguente schema:
da 0 a 2 settimane 2 capsule al giornoda 2 a 4 settimane 4 capsule al giorno da 4 a 6 settimane 6 capsule al giornoda 6 a 8 settimane 8 capsule al giorno da 8 a 10 settimane 10 capsule al giorno da 10 a 12 settimane 12 capsule al giornoRaramente si rende necessaria una dose giornaliera di Pemine superiore ai 2 g. Al fine di ridurre
al minimo la comparsa degli effetti indesiderati, la dose dovrebbe essere mantenuta ai livelli piu` bassi che consentono un`efficacia del trattamento.
M ORBO DI WILSON:
lo scopo principale deltrattamento e` quello di negativizzare il metabolismo del rame. Se cio` non si ottiene, malgrado
un`aumentata escrezione urinaria di rame, non ci si puo` aspettare alcun miglioramento clinico sostanziale; e` anzi probabile un peggioramento delle condizioni cliniche. Se un trattamento ade-guato e` iniziato nella prima fase della malattia, questi puo` migliorare significativamente il quadro
clinico. E` consigliabile una dieta a basso contenuto di rame e la somministrazione contemporanea di solfuro di potassio. E` molto importante somministrare una quantita` di Pemine suffi-ciente a mantenere i livelli di rame nel plasma entro i limiti normali. La quantita` necessaria puo`
variare da 600 a 4.000 mg al giorno in dosi frazionate, in relazione all`eta` del paziente ed alla risposta al trattamento. Non e` possibile stabilire a priori una dose standard ed e` molto megliodare Pemine in eccesso che in difetto. Molti pazienti sono tenuti sotto controllo con una dose
giornaliera variabile da 1.200 a 1.500 mg. Nei bambini di eta` inferiore ai 12 anni e` estremamente rara la necessita` di somministrare dosi giornaliere superiori ai 1.200 mg. Una notevole re-strizione della dieta allo scopo di ridurre l`introduzione di cibi ricchi di rame, costituisce una
misura piu` fastidiosa che vantaggiosa. La Pemine somministrata a pazienti affetti da Morbo di Wilson, non provoca una perdita significativa di zinco o di ferro. E` opportuno, tuttavia, sommi-nistrare 50 mg di vitamina B
6 due volte la settimana a tutti i pazienti. Si ricorda che, in conside-razione della familiarita` della malattia, e` consigliabile sottoporre ad accertamenti anche i parenti
piu` stretti.
INTOSSICAZIONE DA PIOMBO:
negli adulti sono state generalmente usate dosi da 600 a1.500 mg al giorno. Il farmaco dovrebbe essere somministrato in modo intermittente piuttosto che in maniera continua e prolungata per ridurre il rischio di danno renale. Alcuni autori raccomandano una dose giornaliera di 1.500 mg, talvolta incrementabile fino a 2 g. Schema di trat-tamento: somministrare Pemine alla dose di 20 mg per kg di peso corporeo al giorno.
Generalmente una dose di 1.200 mg al giorno e` considerata una quantita` adeguata per gli adulti. Per i bambini, si suggerisce il seguente schema giornaliero:inferiore ai 5 anni 150 mg due volte al giorno
5 - 10 anni 300 mg due volte al giorno superiore ai 10 anni 450 mg due volte al giornoLa Pemine dovrebbe essere somministrata per almeno 10 giorni. Fatta eccezione per i casi
meno gravi, 15 giorni dopo la fine del trattamento e` necessario iniziare un secondo ciclo di terapia. Ulteriori cicli possono rendersi necessari se, ad un successivo esame di controllo, i livelliurinari dell`acido delta-amino-levulinico sono di nuovo aumentati. Sono state impiegate dosi di
1.500 mg al giorno di Pemine per un periodo di 15-30 giorni o fino a quando non si osservino con regolarita` bassi livelli di piombo nelle urine. Se dopo 15 giorni di terapia con la Pemine nelleurine si riscontrano ancora bassi livelli di piombo, e` ragionevole ritenere che non debbano verificarsi ricadute dopo l`interruzione del trattamento.
CISTINURIA:
si consiglia di impiegare la Pemine in associazione con la terapia convenzionale. Per gli adulti il dosaggio consigliato dellaPemine e` di 2 g al giorno; in media puo` variare da 1 a 4 g al giorno. Per i bambini il dosaggio e`
di 30 mg/kg al giorno. Nel caso in cui l`insorgenza di effetti indesiderati consigliasse una riduzione della dose giornaliera, e` importante mantenere la dose serale. E` possibile effettuare uncontrollo piu` preciso degli effetti indesiderati del farmaco e ridurne l`incidenza utilizzando una
dose iniziale di 250 mg ed aumentando progressivamente il dosaggio fino a raggiungere la dose richiesta. I pazienti che assumono Pemine devono bere abbondantemente. E` importante berecirca mezzo litro di acqua prima di coricarsi ed assumerne la stessa quantita` nel corso della
notte. Il dosaggio deve essere adattato al paziente con valori che limitino l`escrezione della cistina a 100-200 mg al giorno nei pazienti che non hanno mai avuto calcoli, ed al di sotto dei100 mg al giorno nei pazienti con storia clinica di calcolosi renale. Nella valutazione del dosaggio devono pertanto essere considerati parametri quali eventuali anomalie renali, la corporatura del paziente, l`eta`, il ritmo di crescita, la dieta e l`assunzione di acqua.
T EST DI OHLSSON PER LA DIAGNOSI DELL`INTOSSICAZIONE DA PIOMBO:
prima di andare a letto si raccolgono in un recipiente leurine e si somministrano 450 mg di Pemine. Al mattino seguente si raccolgono le urine della
notte in un secondo recipiente. Si esamina il contenuto di piombo nei 2 campioni. Nel soggettonormale, il limite superiore e` di 100 microgrammi per litro di piombo nel primo campione e di 300 microgrammi per litro di piombo nel secondo campione. Interpretazione: un risultato positivo del test non significa necessariamente che il soggetto abbia un`intossicazione da piomboin quel particolare momento ma, semplicemente, che i livelli di piombo nel sangue sono superiori ai valori normali.
SOVRADOSAGGIO:
Non sono note misure specifiche per il trattamento del sovradosaggio di Pemine.Effettuare terapia sintomatica.
SCADENZA E NORME DI CONSERVAZIONE:
Conservare il medicinale a temperatura ambiente ed inconfezionamento integro.


©MedicineLab.net